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Osso Autologo: Perché Evitare il Prelievo dall’Anca o dal Mento

Articolo divulgativo a cura di Implantologia Network – Nicola Lettera. Informazione e tutela del paziente.

Il doppio intervento

Quando un chirurgo propone l’innesto di osso autologo, la descrizione è rassicurante: “È il miglior materiale possibile”. Quello che non viene raccontato è cosa significa un doppio intervento chirurgico.

Cosa comporta il prelievo dall’anca

Il prelievo dalla cresta iliaca è una procedura chirurgica maggiore: incisione di diversi centimetri, dissezione dei muscoli, prelievo di un blocco di osso con scalpello e sega.

  • Difficoltà a camminare per giorni o settimane.
  • Dolore persistente con antidolorifici oppiacei.
  • Formazione di ematomi e sieromi.
  • Rischio di infezione.
  • Parestesie (intorpidimento) permanenti.

Il prelievo dal mento

Alcuni propongono il prelievo dalla sinfisi mentoniera come intervento “minore”. Realtà: alterazione del profilo estetico, danni ai nervi con intorpidimento permanente del labbro, dolore prolungato.

La verità nascosta

Il prelievo di osso autologo serve solo perché il chirurgo non sa utilizzare l’osso basale. Invece di ancorarsi nell’osso profondo che già c’è e non si riassorbe, si preferisce prelevare da un’altra parte del corpo.

La domanda che devi fare

Prima di accettare un innesto autologo, chiedi: “Ha valutato l’osso basale con impianti corticali?”. Se la risposta è negativa, il chirurgo non conosce l’alternativa.

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