Ragazzi, parliamoci chiaro.
Perché sono qui? Perché so esattamente cosa stai cercando e di cosa hai bisogno. E ho ben presente quella lacuna grossa come una casa che, se vuoi, oggi posso colmarti.
Partiamo dall’inizio.
Un paziente perde i denti posteriori per un percorso biologico: l’osso si riassorbe, si ritira, e ci si ritrova senza osso in tutta la zona posteriore dei seni mascellari. Finché hai ancora i denti davanti — anche se sono parodontopatici e si muovono — un minimo di sostegno c’è ancora. Ma quando i denti cominciano a dondolare, capisci che non puoi più aspettare: sei costretto ad arrivare alla fine e a fare un intervento d’implantologia dentale.
Ora, cosa succede? Il paziente non conosce nulla di questo mondo. Che fa in autonomia? Cerca su internet, prende un appuntamento con l’implantologo vicino a casa e va a fare la visita.
Appena fa la visita, via con la panoramica e la TAC. E il medico cosa gli dice? “Beh, a questo punto potrei dirle qualsiasi cosa, tanto il paziente che ne sa…”
Comunque, la diagnisia è sempre la solita:
“Caro paziente, lei non ha osso nella zona posteriore del mascellare.”
E tu, giustamente: “Davvero? E come facciamo?”
E lui: “Dipende. Visto che non ha osso, per rimettere gli impianti dobbiamo fare una di queste tre cose:”
- Innesti e grandi rialzi del seno: Per rigenerare l’osso che c’era dietro e cercare di avere i molari. (Anche se sappiamo benissimo che questi interventi non danno garanzie).
- Sfruttare solo la premaxilla: Visto che gli innesti sono rischiosi, ci fermiamo davanti, mettiamo dai 4 ai 6 impianti e facciamo una protesi di 12 denti con finta gengiva.
- I 4 zigomatici: Se non vuoi fare innesti e rialzi, e l’osso anteriore da canino a canino non dà garanzie di solidità, l’unica è ancorarsi agli zigomi.
Ecco fatto: ti hanno tirato fuori tutto l’armamentario del dentista che sfrutta l’osso alveolare, proponendoti rialzi, innesti enormi o quattro zigomatici se proprio non c’è più speranza.
Il vero problema: di quale osso stiamo parlando?
Quando il medico dice al paziente che manca l’osso, né all’uno né all’altro viene in mente di fare la domanda fondamentale: ma di quale osso stiamo parlando? Dell’alveolare?
Se parliamo dell’alveolare, allora sì: si potrebbe evitare tutto questo cinema. Perché oltre all’alveolare esiste l’osso basale. E se infiliamo la strada giusta, in due ore si può risolvere tutto, azzerando prelievi di osso autologo, grandi rialzi dei seni mascellari e impianti zigomatici.
Come facciamo? Semplice: non usiamo l’osso alveolare (che il 99% dei centri usa e che si consuma), ma utilizziamo — con i nostri maxillo-facciali — l’osso basale posteriore in zone strategiche e ben definite.
La particolarità di quest’osso è che è talmente duro (categoria D1) che non si riassorbe con il passare del tempo. Sfruttando protocolli precisi e zone ossee basali bilanciate, possiamo evitare a qualsiasi paziente (anche quello totalmente sprovvisto di osso alveolare) rialzi, innesti e zigomatici.
Ecco come agiamo:
- Zona 18 e 28 (dietro ai seni mascellari): Interveniamo inserendo impianti lunghi (es. 21×4,5 mm) che vanno ad ancorarsi direttamente nelle lamine corticali dello sfenoide, con un torque pazzesco tra i 100 e i 150 Newton.
- Zona 15 e 25 (per accerchiare i seni): Inseriamo impianti (es. 19×4,5 mm) con l’apice ancorato nelle fosse retrocanine. Anche qui osso basale D1, con un torque di 100/120 Newton.
- Davanti (in premaxilla): Inseriamo dai 4 ai 6 impianti nelle zone di residua stabilità valutate dall’implantologo.
Risultato? Abbiamo appena risolto l’intervento in due ore. Ottieni subito un carico immediato con 10 denti provvisori, e dopo 6 mesi metti la definitiva: 14 denti in ceramica, senza finta gengiva.
La realtà che nessuno ti racconta
Questa è la realtà che ogni giorno portiamo avanti nelle nostre cliniche e centri studi con i pazienti che ci danno fiducia. Il problema è che queste informazioni sono introvabili. E quando le persone le trovano, spesso non le capiscono… le capiscono solo dopo i fallimenti, quando sono costrette a rimediare e a cercare finalmente il professionista in grado di fare questi interventi per davvero.
Nella maggior parte dei casi, il paziente che va dal dentista di paese non è seguito nel suo reale interesse. Anzi. Si ritrova a correre rischi enormi perché chi ha davanti non è aggiornato, non conosce le tecniche di ultima generazione e non le sa fare.
E così che succede? Se ti mettono una Toronto Bridge su osso alveolare senza molari, inizi a masticare con le forze che si inclinano in modo obliquo e innaturale sui denti anteriori (il classico effetto cantilever). Sotto quella spinta potente e perenne, arrivano le prime frizioni, l’igiene diventa difficile, la perimplantite fa il resto… e l’impianto comincia a muoversi. Da lì parte il calvario.
Ancora più drammatica è la situazione se optano per 4 impianti zigomatici. Quante donne vengono spogliate della propria estetica, delle papille e dei volumi naturali solo per avere una stabilità primaria senza molari? Se quella stessa donna scoprisse prima che poteva evitarli al 100%, avere una dentatura fissa di 14 denti senza finta gengiva, tutti i molari e risolvere in due ore… beh, se scopre che ha buttato via estetica e serenità per un ripiego, è normale che le girino le scatole e si arrabbi. E ha perfettamente ragione.
Se hai problemi di mancanza d’osso, ascoltami bene.
Se sei in una situazione grave, se ti hanno proposto innesti, rialzi o quattro zigomatici proprio “perché non hai osso”… prima di farlo, fermati, informati e approfondisci. Perché dopo, quando il danno è fatto, è troppo tardi.
E se sei già reduce da pregressi fallimenti, sappi che tecniche come All-on-Full™ e BSS (Bilateral Sinus Solution™) sono nate esattamente per risolvere anche questo.
Oggi ci sono due strade davanti a te, che partono esattamente dalla stessa panoramica e dallo stesso caso clinico, ma portano a risultati diametralmente opposti:
- La prima strada: Accettare soluzioni tradizionali che sfruttano l’osso alveolare. Sai già dove ti conducono.
- La seconda strada: Ascoltarci, studiare, approfondire per il tuo bene l’osso basale e iniziare a capire che un’altra via esiste.
Io sono Nicola Lettera. Attraverso i miei canali ci metto l’impegno, la faccia e il coraggio per metterti in guardia. Il colloquio, l’approfondimento e le valutazioni faranno il resto.
Vuoi capire senza impegno?
Mandami la tua panoramica direttamente su WhatsApp al 388 7527525 oppure chiamami e raccontami il tuo caso. Ti aiuto io a non sbagliare e a raggiungere il tuo obiettivo: la tua bocca sana, fissa e per tutta la vita.
